
Quello che sta succedendo in Italia all’indomani della tregua in Palestina è qualcosa che si potrebbe definire ridicolo se non fosse così serio e pericoloso, ancora una volta riguarda la nostra informazione e dei picchi di lerciume di cui si sta coprendo.
L’informazione legata al governo e alle lobby che stanno facendo grandi affari in guerra hanno lanciato un vero e proprio attacco alla verità, l’obbiettivo è negare il genocidio palestinese, criminalizzare chi sciopera e manifesta per Gaza, distruggere la credibilità dei giornalisti a bordo della Flotilla e di chiunque difenda i palestinesi e attacchi Israele per i suoi crimini di guerra. Come? Accusandoli di qualsiasi cosa dal classico antisemitismo, al prendere fondi da Hamas, o addirittura farne parte, ci sono prove per queste accuse? No ovviamente, ma le si urlano tranquillamente in televisione e si scrivono sui giornali perché chi dice queste falsità sono in gran parte giornalisti, direttori di quotidiani, conduttori di programmi radio e tv.
La dimostrazione di questa strategia ci è arrivata dai video andati online della fantastica riunione tenutasi al CNEL, doveva essere in realtà un convegno sul 7 ottobre promosso dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, si è trasformato in un processo ai giornalisti e alle testate che hanno osato parlare del genocidio a Gaza. Se ne sono sentite di tutti i colori, da Incoronata Boccia funzionaria Rai, messa dalla destra, la quale parlava di cinema fatto da Hamas sostenendo che le immagini che abbiamo visto erano effetti speciali, che le prove di attacchi a civili non ci sono. E i Palestinesi come sono morti? Di influenza?
Mario Sechi, direttore di Libero ex portavoce di Meloni, dice di non aver visto “tutti questi magri” riferendosi alla carestia praticata da Israele, cazzo Mario proprio la vista devi citare che non è il tuo forte, ma la vergogna non coglie i partecipanti e la gara a chi la spara è in corso: la ministra Roccella parla di “gite ad Auschwitz” delle scuole, gite come quelle a Sorrento, dove i professori insegnano l’antifascismo, a parte la follia l’antifascismo è detto con disgusto. Nel processo diretto da David Parenzo, cioè l’ufficio propaganda israeliano in Italia, Il punto più basso lo tocca l’editorialista del Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia, il quale giustifica il genocidio dato che in Italia le manifestazioni ProPal erano in realtà una caccia all’ebreo. Dove vive Della Loggia? Ammesso che sia vero allora Israele avrebbe dovuto attaccare l’Italia e non massacrare civili palestinesi. Ma la logica qui non c’entra nulla.
Quello a cui abbiamo assistito è una sorta di processo di Norimberga al contrario, invece dei nazisti sotto accusa erano i giornalisti che hanno fatto informazione vera, accusati dai negazionisti del genocidio, cioè giornalisti corrotti intellettualmente che reputo subumani, i quali alterano i fatti e questo non è giornalismo è propaganda pro Israele e USA, e per la pesantezza di quello che dicono io li metto alla pari degli assassini nazifascisti che hanno massacrato i civili a Gaza, quello che è successo al Cnel è un non ritorno, non possiamo considerare più questa gente credibile o semplicemente umana.
L’unica voce contraria è stata quella del direttore della Stampa Malaguti, che appunto nel mondo distopico destroso ha dovuto difendersi da questi personaggi, come ha dovuto fare il giornalista della Rai Antinelli, il quale durante la diretta di Italia-Israele ha ricordato i 250 giornalisti uccisi da Israele durante il genocidio, e anche lui è stato messo alla gogna. Ma chi li ha uccisi allora i giornalisti?
Abbiamo visto tutti la diretta di Tramp e Netanyahu dal parlamento israeliano, i due leader ammettono di fatto di aver distrutto la striscia di Gaza, se ne sono vantati in diretta mondiale del massacro, “hai usato bene le armi che ti ho dato” ha detto Trump, questi assassini vengono poi difesi dai subumani che negano quello che loro stessi ammettono.
Fare i giornalisti seri in questo Paese è sempre di più un atto eroico, lo dimostra Sigfrido Ranucci vittima in queste ore di un attentato, al quale va la mia solidarietà. Questi tentativi di manipolazione della realtà possono sembrare stupidi e farse male organizzate, ma sono un primo passo più profondo di un cambiamento che sarà sempre più radicale e distopico dove il potere vuole imporre in ogni modo la sua visione, anche la più folle e indicibile, ripeterlo fino allo sfinimento. Non credo che funzionerà, ma dobbiamo capire da dove siamo partiti per arrivare a questo.
Chi fa queste manipolazioni parte da un comun denominatore: copre i fatti con le opinioni. La libertà di opinione è sacrosanta, ma il compito dell’informazione è dirci prima di tutto cosa è successo, il fatto, e se l’opinione altera il fatto dovrebbe segnalarlo. Io posso credere che il cielo sia fatto di cioccolato e scaglie di parmigiano, ma la mia opinione è sbagliata perché la scienza ci dimostra nei fatti il contrario. Nelle trasmissioni televisive questo non succede in maggior parte, tranne qualche isola felice, si usano le opinioni per manipolare i fatti si lanciano accuse, come prendere soldi da Hamas, senza dimostrarlo con i conduttori compiacenti. Da anni l’informazione pratica questa manipolazione, siano 48° posto nella classifica della libertà di stampa, ma solo ora ci stiamo rendendo conto di quanto sia pericoloso tutto ciò.




